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Comfort significa,
secondo letimologia latina da cui deriva, conforto.
Nella cultura occidentale è solo dal XVII secolo che lambiente
delluomo viene allestito in maniera da corrispondere al benessere
fisico. Nelle differenti culture, il comfort fu inteso in accezioni
molto diverse. Il comfort orientale parte dal principio che luomo
deve essere in grado di dominare in ogni istante il proprio sistema
muscolare. LOriente ha dato origine a una posizione del corpo
che trova il rilassamento e la comodità dentro di sé.
Per godere di questo comfort basta infatti assumere un atteggiamento
dettato dalle tradizioni, come per esempio sedere con le gambe piegate
sotto il corpo. Non è necessario nessuno schienale. Il corpo
riposa in se stesso. Anche la posizione distesa non viene considerata
esclusivamente una posizione per dormire, ma come rilassamento del
corpo che si assume conversando o mangiando.
In contrapposizione al comfort orientale, vi è quello occidentale
quale fu elaborato dal XVIII secolo in poi. Siegfried Giedion in Lera
della meccanizzazione (1848; tr. it. Feltrinelli, Milano 1967)
osserva acutamente che vi è una rottura di continuità
nella storia, di unampiezza che è raro riscontrare in
altri campi, che separa lAtene di Pericle dalla Francia del
Rococò. I sedili greci, con le loro gambe rastremate e gli
schienali leggermente inclinati all indietro, i larghi schienali
dalla curva decisa, nella loro perfezione fanno riscontro alla scultura
di Fidia. La loro esilità e la loro forma raffinata non furono
mai eguagliate in nessuna epoca più tarda. Dopo la decadenza
romana larte di riposarsi fu dimenticata.
Il XVIII secolo fu il primo a riprendere la tradizione greca, ma con
un nuovo significato e in unaltra direzione. Con i suoi suoi
soffici sedili imbottiti e i suoi letti si preoccupa dellatteggiamento
del corpo. Con cura ci si sforza di modellare i mobili e di renderli
arrendevoli alle parti piömorbide del corpo, che viene considerato
con il massimo riguardo. Gli schienali si adattano alla flessione
della spina dorsale; la centinatura del sedile segue la curva della
coscia e il movimento delle ginocchia; i braccioli rientrano per far
posto alle vesti femminili. È il comfort della posizione a
sedere diventata tipica della nostra civiltà
a trovare ora la sua forma più raffinata. |
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| I tappezzieri
inventano le molle a spirale |
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Il comodo mobile creato
dal tappezziere dellOttocento non possiede una struttura rigida,
esso sembra esser ridotto senza ossatura. La struttura dei divani
e delle poltrone è stata nascosta dai cuscini.
Dallangolo visuale del XVIII secolo queste poltrone imbottite
sembrano gonfiate ad arte. Le molle a spirale, per reagire con elasticità,
rendevano necessaria una altezza maggiore dellimbottitura di
crine o piume. Queste molle constavano di due tronchi di cono rovesciati
in fil di ferro, che dal lato più largo erano assicurati a
cinghie. Sopra le molle era steso un sottile strato di cascami. Le
molle a spirale furono impiegate per la prima volta su grande scala,
prima ancora che nei materassi, nelle confortables.
Non è accertato con precisione il momento in cui furono inventate.
Giedion afferma che sia stato un maniscalco tedesco a impiegare per
primo molle a spirale nei mobili. Tutto lascia credere che la loro
invenzione sia ancora anteriore. |
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| Latteggiamento
del corpo da un punto di vista fisiologico |
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Sfogliando le riviste
dopo il 1850 ci colpisce un senso di sorpresa sempre nuova nel constatare
quanta consapevolezza e quanta cura vengano impiegate per adeguarsi
alle particolarità fisiologiche. Nel 1869 si scrive: «Il
comfort, la comodità e ladattamento alle molteplici necessità
del corpo umano sono i principali fini che bisogna garantire nella
costruzione di una seggiola».
Quando si trattò di diffondere uno di quei modelli di seggiola
a sdraio metallica destinata alla massima popolarità, venne
vantata la possibilità di assumere ben settanta posizioni diverse,
e si misero in primo piano considerazioni fisiologiche. «I fisiologi
ci dicono che pressappoco trecento muscoli sono direttamente collegati
ai movimenti accentrati sulla base della schiena quasi fosse un perno.
(
) Persone di abitudini sedentarie si lamentano sempre di dolori
alla schiena». |
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| Una ricerca
sul comfort dei materassi |
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NellOttocento
il comfort veniva ricercato utilizzando la semplice intuizione, mentre
oggi si richiedono certezze scientifiche di riproducibilità,
di durata nel tempo, di certificabilità.
È per questo che il comfort dei materassi è stato recentemente
oggetto di una ricerca commissionata nel dallAssarredo e condotta
dalla Società di Ergonomia Applicata di Milano. Essa ha avuto
lo scopo di identificare e definire criteri di valutazione obiettivi
della loro qualità ergonomica e per costituire un riferimento
sufficiente alla istituzione della certificazione ergonomica.
Coerentemente con i contenuti dellergonomia, che ha come oggetto
di intervento il benessere dellindividuo, la prevenzione degli
incidenti e la protezione dellambiente, la ricerca ha preso
in considerazione i seguenti aspetti per ciò che concerne limpiego
dei materassi:
comfort funzionale durante il riposo, con particolare riferimento
al sonno;
comfort dimensionale;
comfort termico;
aspetti igienici, con particolare riferimento alluso
da parte di comunità;
smaltimento dei materassi usati;
manipolazione e immagazzinamento.
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Lindagine
bibliografica e le informazioni acquisite sulla base delle numerose
e divesificate esperienze di produttori e distributori dei materassi,
indicano unanimemente, come più direttamente correlati al benessere
dellindividuo, ladeguamento della sua forma al profilo
del corpo nelle diverse posizioni che esso può assumere, lisolamento
termico rispetto alla superficie di appoggio, le dimensioni (lunghezza
e larghezza). Scarsi sono invece i riferimenti ai temi delligiene,
dello smaltimento dei materassi usati e a quello dellimmagazzinamento
e manipolazione, anche per quanto concerne luso da parte di
comunità (alberghi, ospedali, ecc.).
La letteratura scientifica, pur indicando nella deformabilità,
nelle dimensioni e nellisolamento termico le variabili più
rilevanti per determinare la qualità ergonomica del materasso,
non fornisce né riferimenti numerici per lapplicazione
pratica di tali criteri, né tecniche di misura dei parametri
di deformabilità del materasso o del suo comportamento nei
riguardi dellequilibrio termico dellorganismo umano.
Sono inoltre assenti proposte di misure di lunghezza e larghezza fondate
sui dati antropometrici delle diverse popolazioni e sulle posizioni
assunte dal corpo durante il riposo. |
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| La macchina
materasso |
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Nel corso
dellevoluzione, luomo non ha sviluppato caratteristiche
specifiche per ladattamento al riposo, come per esempio si può
osservare per i cavalli, che possono dormire in posizione eretta.
In questi animali, grazie anche al fatto che sono quadrupedi, la colonna
vertebrale richiama una catenaria appoggiata sulle zampe anteriori
e posteriori; la gravità determina quindi la conformazione
della colonna vertebrale in posizione sia di lavoro sia di riposo.
Per luomo la situazione è diversa. La colonna vertebrale
umana è infatti specializzata solo per la posizione eretta
e deve adattarsi con qualche difficoltà alla gravità
quando assumiamo posizioni diverse, come appunto quelle del riposo:
quando ci sediamo o quando ci sdraiamo.
Di qui la giustificazione di definire la sedia e il letto macchine
antigravitarie: esse ci permettono di adattare agli effetti
della gravità la nostra struttura scheletrica, senza gravare
specificamente su segmenti particolari della colonna vertebrale. Questa
presenta un andamento sinusoidale con un punto di massima flessione
in avanti - lordosi - a livello lombare,
e uno di massima flessione indietro - cifosi
- allaltezza delle spalle. Questa conformazione si è
sviluppata per disporre di un sistema elastico che riduca i carichi
di punta sulla colonna vertebrale, ad esempio durante la corsa o in
occasione di salti.
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Per luomo levoluzione
ha privilegiato al massimo la capacità di muoversi: con buona
pace di chi maligna che è nato stanco e vive per riposare,
lindagine antropometrica dimostra che la struttura scheletrica
umana è stata selezionata specificamente per il movimento.
Acquistano perciò grande rilevanza, ai fini della salvaguardia
della salute e della realizzazione di condizioni di comfort, le due
suppellettili più comuni in ogni casa: la sedia e il letto.
Non a caso, invece, nelle capsule spaziali sedie e letti non sono
presenti, proprio perché lassenza di gravità rende
inutili le macchine antigravitarie.
Le direttive dellUnione Europea recepite in Italia con
il DL 19.9.94 n. 626 stabiliscono nel dettaglio le caratteristiche
che debbono possedere le sedie per poter essere impiegate, ad esempio,
nel lavoro ai videoterminali, che richiede, analogamente al sonno,
lunghe permanenze in posizioni fisse. Ma mentre la funzione antigravitaria
della sedia è stata studiata da numerosi autori e possediamo
a questo riguardo conoscenze scientifiche consolidate, ben diversa
è la conoscenza del letto dal punto di vista delle esigenze
funzionali del corpo durante il sonno, quando la muscolatura è
rilasciata e non sostiene più la colonna vertebrale.
È quindi necessario partire da una ipotesi di definizione di
comfort durante il sonno: il massimo comfort si realizza quando, sdraiati
sul letto, la colonna vertebrale è opportunamente sostenuta
in modo da mantenere la sua conformazione. Tale ausilio deve infatti
opporsi allazione della gravità che, differentemente
da quando siamo in piedi, si trova ad agire perpendicolarmente sulla
colonna vertebrale e tende quindi a raddrizzarla.
Tale azione è esaltata dal completo rilasciamento della muscolatura
- atonia - durante la fase REM (Rapid
Eye Movement) del sonno, la parte del sonno obbligatoriamente dedicata
ai sogni.
In posizione sdraiata su un piano rigido la colonna vertebrale tende
ad essere deformata dalla gravità per assumere una conformazione
tendenzialmente distesa. Da qui lesigenza di realizzare una
vera e propria macchina - cioè,
secondo la definizione della scienza fisica, un congegno in grado
di agire sulle forze che insistono su di un corpo - che renda possibile
il mantenimento della conformazione sinusoidale della colonna vertebrale,
anche quando si è addormentati. Questa macchina
antigravitaria è il materasso.
Per la salvaguardia della salute e per lottenimento del comfort,
il materasso deve contribuire a mantenere la conformazione sinusoidale
della colonna vertebrale. Soprattutto la lordosi lombare può
essere preservata solo dal materasso; al mantenimento della cifosi
collabora anche il cuscino. |
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| La misura
del comfort |
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Sulla
base del criterio di giudizio sopra descritto, per definire lidoneità
funzionale dei materassi è stato messo a punto un metodo di
misura in grado di rilevare la deformazione assunta dalla colonna
vertebrale di soggetti di diverse taglie, sdraiati su di un materasso,
con la muscolatura rilasciata. Si è rilevata la deformazione
del materasso sotto il peso del corpo disteso, misurando direttamente
il risultato dellinterazione fra il peso dei vari segmenti corporei
e lelasticità della macchina materasso. Tale
misura esprime sinteticamente il risultato di molteplici variabili
in gioco:
la risposta elastica del materasso nei diversi punti di contatto
con il corpo;
la connessione meccanica tra aree adiacenti del materasso;
il peso totale del soggetto;
il peso dei singoli segmenti corporei del soggetto;
le superficie di distribuzione dei pesi dei singoli segmenti
corporei;
linfluenza delle articolazioni del corpo sul peso dei
singoli segmenti corporei;
la conformazione della colonna vertebrale.
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Il cedimento
del materasso sotto il peso del corpo dei soggetti è stato
rilevato con uno strumento lineare plastico che, con opportune elaborazioni,
ha consentito di valutare lindice di adattabilità del
materasso (differenza fra valore minimo e valore massimo in corrispondenza
delle spalle, della lordosi e dei glutei).
La metodologia sopra descritta è stata applicata in una sperimentazione
pilota su alcuni tipi di materassi e con soggetti di differente corporatura
e peso. I materassi sono stati appoggiati su un piano rigido, per
eliminare linfluenza del supporto elastico, costituito dal letto,
che potrà essere oggetto di indagine sperimentale specifica
per individuare le condizioni di comfort derivanti dallassociazione
fra un certo tipo di materasso e un certo tipo di letto.
Il metodo di misura per la valutazione funzionale dei materassi che
è stato proposto permette di formulare le seguenti conclusioni:
la rispondenza funzionale dei materassi alle esigenze umane
può essere misurata con una tecnica relativamente semplice
e ben riproducibile;
nella posizione dorsale il mantenimento della lordosi è
esprimibile con la differenza fra valore minimo e valore massimo in
corrispondenza delle spalle, della lordosi e dei glutei. Più
il valore è elevato più il materasso è confortevole.
Si è riscontrato che i valori così elaborati hanno un
andamento indipendente dal peso totale del corpo in quanto prescindono
dallo schiacciamento assoluto del materasso che è, ovviamente,
proporzionale al peso del soggetto;
il valore della differenza, in millimetri, tra deformazione
massima e minima dei tre punti sopra indicati può essere proposto
come indice numerico del comfort funzionale dei materassi;
la metodologia proposta, che non richiede attrezzature e procedimenti
sofisticati, può essere applicata estensivamente su diversi
tipi di materassi e su un numero significativo di soggetti di differenti
corporature e può essere riprodotta con opportune metodologie
e mezzi;
i dati raccolti possono costituire una valida base per fissare
i criteri di certificazione ergonomica del comfort dei materassi.
Attualmente è in corso una sperimentazione per la messa a punto
di un sistema di misure che non richiede limpiego di soggetti,
ma che sia costituito da pesi opportunamente collocati su un supporto
per riprodurre il comportamento del corpo umano. |
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Antropometria
e dimensioni dei materassi
Nellambito della ricerca è
stata effettuata la valutazione dimensionale dei materassi, basata
su una elaborazione dellantropometria (dimensioni corporee)
di varie popolazioni per confrontare le misure degli utenti reali
con le dimensioni dei materassi attualmente
in produzione.
Scopo dellindagine antropometrica è quello di valutare
la rispondenza dei materassi oggi prodotti in Italia alle effettive
esigenze dimensionali della popolazione italiana, europea ed extraeuropea.
Sono state prese in esame sei popolazioni: quelle di cinque paesi
europei (Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Polonia) e quella
degli Stati Uniti.
I dati antropometrici della popolazione italiana sono stati ricavati
dal recentissimo lavoro di Melchiorre Masali (ATA2nd International
Conference Vehicle Comfort, 131-141, Vol.1, 1992), mentre i dati delle
popolazioni francese, inglese, tedesca, polacca e americana provengono
da Bodyspace di S. Pheasant (Dodyspace Anthropometry. Ergonomics and
design, Taylor & Francis, London 1986).
I dati antropometrici delle diverse popolazioni sono stati elaborati
per definire le dimensioni del rettangolo virtuale, altezza e larghezza,
in 5 posizioni che si sono definite come quelle generalmente assunte
a letto (v. le figure in queste due pagine).
I dati antropometrici italiani aggiornati al 1992 indicano una netta
crescita in altezza della popolazione più giovane (cfr. la
ricerca LItalia si misura,
pubblicata su "Ergonomia", 1/1994).
Da questi dati si rileva che il 50° percentile dei maschi di età
inferiore ai 29 anni misura circa 1.750 mm in altezza, mentre per
i soggetti di età superiore ai 60 anni misura circa 1.690 mm.
Si può quindi stimare un aumento di 6 cm della statura media
degli italiani negli ultimi 30 anni. Si osserva anche una differenza
di 3 cm, costante per tutte le età, tra la popolazione del
centro-sud e quella del nord.
Per definire le altezze dei materassi idonei a soddisfare dimensionalmente
le popolazioni considerate è necessario tenere conto che il
contenimento del corpo sotto le coperte, per chi non usa il piumino,
richiede un certo margine tra il perimetro del materasso e la posizione
della punta dei piedi, valutabile in almeno 2-3 cm.
Pertanto la valutazione dimensionale effettuata sulla base della elaborazione
dei dati antropometrici della popolazione italiana, francese, inglese,
tedesca, polacca e americana, indica che:
laltezza dei materassi in grado di soddisfare pienamente,
dal punto
di vista dimensionale, il 95% della popolazione mondiale è
di circa m 2.12;
laltezza dei materassi in grado di soddisfare pienamente
il 50% della popolazione mondiale e di 2.00 cm.
Per lItalia del nord e centrale tali valori scendono a 2.10
e 1.97, mentre per lItalia del sud è 2.07 e 1.94.
Tale conclusione prescinde dai numerosi condizionamenti alla dimensione
dei letti derivanti dalla scarsa disponibilità di spazio nelle
case attuali e dai vincoli imposti dai letti disponibili sul mercato.
Essa deriva, solo ed esclusivamente, da considerazioni di ordine dimensionale
e posturale e deve quindi essere intesa come un riferimento fondato
su conoscenze di tipo quantitativo, numerico, da utilizzare per lindividuazione
di soluzioni di compromesso. |
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